Right to Dream – il Diritto al Sogno

Negli ultimi anni abbiamo in diverse fasi incontrato nella cronaca, più o meno grosse, violazioni
dei Diritti Fondamentali dell’Uomo. Non da ultimo qualche giorno fa una risoluzione ONU
condanna l’Italia per una delle tante stragi in mare di migranti clandestini. Sono però al contempo
fermamente convinto che questi diritti per quanto corretti e indiscutibili, vadano quanto meno
aggiornati. In una tesi di qualche anno fa presentavo un’idea per andare alla ricerca di questo
innovativo aggiornamento. Vi voglio qui presentare la teoria che ne è nata in seguito.
“Right to Dream”, il Diritto al Sogno, non è compreso nella Teoria dei Diritti Umani, ma a rileggere
la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, nei suoi 30 diritti fondamentali si percepisce quel
sogno, sottoscritto da quasi tutti gli stati del mondo, che porta a credere in un mondo migliore.
Ora, considerato però che i diversi paesi del mondo vivono situazioni molto diverse se ci
rapportiamo al livello di riconoscimento dei Diritti Umani. Ma ad ogni passivanti riconosciamo un
miglioramento della situazione generale. L’assunto di base di “Right to Dream” è il sognare per
trovare un modo per realizzare i sogni stessi.
Se chiamiamo in causa Maslow e la sua piramide dei Bisogni dell’Essere Umano, sognare
determina l’obiettivo da raggiungere per arrivare in cima, al livello dell’autorganizzazione. Il
principio fondamentale è che se c’è volontà c’è sempre un modo per raggiungere la meta.
La critica ai Diritti Umani fatta da “Right to Dream” si concentra sul bisogno di generare un
prerequisito per essere tutti intenzionati a riconoscere al massimo livello i Diritti Umani. Ogni
essere umano, a partire dal principio che abbiamo spiegato prima, sarà quindi portato a dare
energia al suo sogno, alimentando così il sogno comune basato sulla Teoria dei Diritti Umani.
Il sogno di ognuno di noi, nel suo dettaglio è composto da tanti elementi quante sono le parti di
noi. I criteri, o parametri, che determinano la nostra identità individuale e il senso di appartenenza
ai gruppi sociali di cui siamo parte.
Il Diritto al Sogno è avere diritto, senza giudizio, a definirci come ci pare, come stiamo bene,
mettendoci in condizione di alimentare il sogno stesso senza auto-sabotarci a causa di definizioni
ed etichette imposte.
In questa riflessione possiamo fare alcuni esempi per comprendere che tipo di energia il Diritto al
Sogno può immettere nel mondo e nel rispetto dei Diritti dell’Uomo.
I gruppi sociali, più o meno discriminati affrontano lotte di vario genere ed intensità per il
riconoscimento della propria identità. Penso alle lotte laziali, di genere, per la libertà sessuale o di
espressione.
Il Diritto al Sogno se fosse identificato come prerequisito ai Diritti trasformerebbe i Diritti Umani in
strumenti per potenziare il sogno e alimentarlo strada facendo.
Un altro elemento chiave è la non giudicabili del sogno di ognuno. In quanto elemento personale e
intimo, un sogno non può essere ne giusto ne sbagliato. È semplicemente vero. Il reale problema
delle identità, delle lotte sociali, dei sogni. Troppo spesso vengono riconosciuti come legittimi un
po’ in ritardo o dopo tempi talmente lunghi che esasperano il sognatore dino al punto da chiudere
il sogno nel cassetto. Indubbio che se lo stesso sogno è condiviso la forza che esso guadagna lo
riesce a tenere fuori dal cassetto.
In questo senso “Right to Dream” si prefigge di alimentare un sistema di sogni condivisi, e quindi
forti, in due modi. Il primo è presentarsi come strumento attraverso uno spettacolo teatrale che
racconta la Teoria dei Diritti Umani e immagina un’evoluzione tenendo conto dei sogni come
elemento fondante. Il secondo è l’utilizzo di un laboratorio con tecniche teatrali per coinvolgere
tutti in uno sviluppo dei sogni condivisi del sistema, a partire da sogni individuali. Condividendoli
si creano così associazioni e consociazioni di energie e intenzioni che rendono resilienti le strade
di ciascuno.
Sin da quando questo immenso ragionamento del Diritto al Sogno ha preso forma è stato chiaro
immediatamente che avrebbe generato un processo in continuo mutamento. Un percorso che
procede passo a passo verso una forma definitiva e in divenire. In questo senso non abbiamo un
punto di arrivo, ma rimane una forte attenzione ai sogni come elemento di rilievo
nell’autorganizzazione di ognuno di noi. Se insieme raggiungerlo è più facile. Dunque la domanda
è di rito: Qual’è il vostro sogno?

AUTORE

Michele Battistella

Definirmi professionalmente in modo univoco è stato per me sempre complesso oltre che distante dalla mia idea di professionalità. Nel corso degli anni, della mia esperienza e formazione, cose molto diverse fra loro mi hanno permesso di costruire un core professionale basato sulla visione d’insieme, sull’individuazione delle opportunità, della possibile evoluzione. Questo si verifica sia quando lavoro in maniera individuale o collettiva, in campo sociale o tecnico. Mi piace occuparmi di progettualità nel loro insieme, dalla facilitazione per scoprire gli obiettivi fino alla realizzazione e alla valutazione. Mi piace condividere pezzi di strada in situazioni eterogenee.

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