Le cose arrivano, non preoccuparti!

Qualche giorno fa mi è stato detto, dopo un mio sfogo: “Le cose arrivano, non preoccuparti”.

Questa frase mi ha fatto riflettere parecchio, tanto che poi ci ho scritto sopra questo articolo. Se chi me l’ha detto leggerà l’articolo vorrei gli fosse chiaro, come vorrei fosse chiaro a voi, che è una riflessione sulla frase, non sul contesto nella quale è comparsa.

Mi son trovato a riflettere su molti pezzi della frase. é veramente significativa sotto un bel po’ di punti di vista. Vediamo cosa ne è venuto fuori.

Partiamo dalla prima parte: “LE COSE ARRIVANO”

Non so se sia un mio modo di vedere le cose o una percezione ma questa frase mi lascia un senso di passività, come se noi dovessimo ricevere ciò che ci accade intorno senza poter agire nulla nei loro confronti.

é vero, può capitare, ma in quelle situazioni io concluderei la frase senza la negazione: mi preoccuperei eccome.

Sono convinto che siamo molto più spesso di fronte a “Cose” che non si presentano da sole e che non dobbiamo aspettarle passivamente. Purtroppo, e qui potrebbe aprirsi una forte critica sulla consapevolezza e responsabilità individuale, ma se stiamo lì seduti ad aspettare gli avvenimenti che ci interessano è molto facile proiettare la causa fuori da noi.

Eppure, “Siamo artefici del nostro destino” è un proverbio molto utilizzato, un motivo ci sarà, no?

Sulla seconda parte, il non preoccuparsi, può esserci una buona soluzione. In fondo fin troppo spesso ci preoccupiamo senza motivo o ingigantendo la situazione che si prende in considerazione. Su questo sono un vero esperto, non faccio fatica a trasformare preoccupazioni in vere e proprie paranoie, alle quali ho trovato delle soluzioni più o meno efficaci a seconda dei casi, magari ne parlerò più avanti.

Per ora torniamo alla frase iniziale con una rimodulazione che vado a prendere dal linguaggio della programmazione: SE → Allora.

Mi spiego. Ad una frase del genere l’unica risposta sensata è: Dipende!

è creare un proprio schema di come le cose dipendono tra loro che ci permette di essere consapevoli delle cose stesse. 

SE le cose arrivano, ALLORA1 non mi preoccupo perchè mi posso rilassare. ALLORA2 mi preoccupo perchè non comprendo la direzione. 

SE le cose NON arrivano, ALLORA1 non mi preoccupo perchè conosco la soluzione per arrivarci io, ALLORA2 mi preoccupo perchè la soluzione non mi porta al risultato.

Questo schema può diventare enorme e con una struttura a cerchi concentrici, un modo per andare sempre più nel dettaglio della propria consapevolezza e riuscire a comprendersi per scegliere il percorso attraverso i SE e ALLORA che ci fanno stare bene e ci fanno essere pronti a cogliere le cose che arrivano , a far arrivare quelle che richiedono il nostro intervento e a lasciar perdere uelle che ci fanno male.

Vi invito a provare a buttare giù il vostro schema, a comprendere come funziona il vostro computer interiore. Condividetelo questo schema, che possa essere esempio utile a qualcun altro per disegnare il suo. Che il suo schema possa essere utile a voi per evolvere il vostro. Non abbiate paura di condividere i vostri passaggi critici, i vostri punti deboli dello schema, diventerà un nuovo strumento per disegnare le cose nel modo giusto per voi.

In questo senso è importante ricordare che non esiste un modo giusto in assoluto o un modo sbagliato in particolare. Tutto dipende dalla propria consapevolezza e la giustizia verso noi stessi. Il segreto è cercare di scoprire sempre qualcosa in più.

A quel punto le cose arrivano e possiamo non preoccuparci.

 

AUTORE

Michele Battistella

Definirmi professionalmente in modo univoco è stato per me sempre complesso oltre che distante dalla mia idea di professionalità. Nel corso degli anni, della mia esperienza e formazione, cose molto diverse fra loro mi hanno permesso di costruire un core professionale basato sulla visione d’insieme, sull’individuazione delle opportunità, della possibile evoluzione. Questo si verifica sia quando lavoro in maniera individuale o collettiva, in campo sociale o tecnico. Mi piace occuparmi di progettualità nel loro insieme, dalla facilitazione per scoprire gli obiettivi fino alla realizzazione e alla valutazione. Mi piace condividere pezzi di strada in situazioni eterogenee.

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