Pensare e agire collettivamente

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Pensare e agire collettivamente

Ciò che leggerete vuol essere una semplice testimonianza. Nulla di nuovo e nulla di speciale, ma vorrei condividere, con chi avrà voglia e tempo di farlo, questa mia esperienza.

Insegno ormai da un bel po’ di anni e un giorno tanto tempo fa, una collega impegnata nel sostegno su uno di quei bambini che la scuola definisce difficili, mi chiese di fare qualcosa per Davide.

Scrivo il suo nome, perché gli devo molto e mi piacerebbe incontrarlo, ora che è diventato un uomo, per raccontare anche a lui quello che provo a scrivere qui.

Domandandoci cosa fare per Davide, venne fuori l’idea di fare una recita, insomma fare teatro. Funzionò, per Davide e per gli altri bambini e spinti da questo loro entusiasmo continuammo.

La cosa poi iniziò a crescere, altre classi coinvolte, altre maestre, altre esperienze. Ci sarebbe tanto da scrivere, soprattutto sui bambini, ma mi concentro solo su una cosa, piccola, ma per me importante.

Da quel momento fu un susseguirsi di incontri. Incontri che hanno cambiato, trasformato, quanto si andava facendo. Incontri necessari, importanti, unici. Per primo Giorgio, attore e regista teatrale, poi Fulvia, Enza e la loro Rassegna di Teatro a Formello. Qui l’incontro con Maria, maestra e guida e Luciano, il tecnico con cui era un piacere parlare di teatro ed educazione.

Grazie all’esperienze fatte a Formello, ecco l’incontro con Nino e i “Non Tanto Precisi”. Incontri fondamentali per crescere, per non fermarsi, per dar vita a nuovi orizzonti, nuove esperienze.

Ecco poi, arrivare gli anni di Serra San Quirico, la rassegna e i corsi di formazione, la conoscenza di realtà come l’ATGTP e AGITA e anche qui altri incontri: Fabrizio, Simone, Marina , Sebastiano, Salvatore, Loredana, Peppe, Annalena e tanti tanti altri. Tutti semi, sorgenti a cui attingere per una nuova vita.

Infine, arrivo agli ultimi compagni di viaggio Emilio, Elena e Michele a cui dire grazie è poco.

Sapendo di non poter ricordare tutti, arrivo al perché di questa testimonianza e al suo eventuale significato. Infatti, se c’è una cosa di cui credo abbiamo bisogno, dopo la pandemia e ora la guerra, è riprendere a pensare e agire collettivamente. Credo che solo facendo rete, condividendo, confrontandoci, scambiando esperienze e proposte potremo sperare di pensare prima e poi costruire un mondo davvero diverso e nuovo.

Allora condivido con voi, questa piccola testimonianza, nella speranza e convinzione che solo aprendoci ad altri incontri, altri compagni di viaggio potremo realizzare il sogno che in fondo tiene uniti tutti noi. Allora vi offriamo questo spazio per incontrarci, parlare, riflettere, costruire insieme e così ricominciare a pensare ed agire collettivamente.

Che poi è quello che Davide, con la sua giovane vita, mi ha lasciato in dono.

Autore

Fabio Barbetta

Fabio Barbetta

Per caso mi chiamo Fabio. Per caso sono un insegnante e sempre per caso ho conosciuto il Teatro. Per caso da anni faccio laboratori teatrali, a scuola e fuori. Dai ragazzi ho ricevuto molto, loro da me non saprei e, se fosse, sarebbe sempre per caso. Per caso ho conosciuto Carla, donna bella, ma soprattutto intelligente e incredibilmente in gamba. Per caso l’ho sposata, ma qui dovrei dire per culo.  Nel mondo del teatro educazione, per caso ho conosciuto tanta gente fichissima. Ora chiudo e se per caso qualcuno di voi conosce un bravo dottore, me lo faccia sapere.